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acqua

Oggi vorrei parlare di un argomento di particolare interesse in questo periodo, ma che ancora in molti tendono a sottovalutare (probabilmente ne avevo già parlato ma credo non faccia male ripeterlo)... e cioè: l’acqua. E’ in questo periodo che l’apicoltore dovrebbe munire il proprio apiario di un abbeveratoio o simile, in modo che le api si abituino da subito, e per tutta la stagione, a bere da una fonte comoda ma soprattutto situata all'interno del nostro terreno. In questo modo eviteremo che vadano ad abbeverarsi presso le case limitrofe, dove magari ci sono vari contenitori di acqua piovana, con tutte le spiacevoli conseguenze che ciò comporta per una sana convivenza col vicinato. Un curioso riscontro che ho potuto constatare sul tema, ma che non ci deve meravigliare, è il fatto che anche nella scelta dell'abbeveratoio l’ape predilige il colore giallo piuttosto che bianco o di altri colori! Anche questo dettaglio, per piccola cosa che sia, è importante per tenerci l’ape a…

gennaio

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Eccomi presente! Siamo arrivati agli ultimi giorni di gennaio: teoricamente siamo in inverno ma dalle temperature e dal perdurare delle belle giornate non si direbbe... Anche se ciò che perdura è anche la lamentela: "molto probabilmente il freddo ritornerà a farsi sentire". Nelle nostre famiglie d’api abbiamo avuto un sviluppo anticipato della covata che è già presente da qualche settimana; la regina segue la luce e con l’aggiunta del fattore temperatura ci troviamo in un telaino e anche più la presenza di una bella rosa, di covata che ci fa subito venire in mente il proverbiale motto: ”più covata più fame”. Si consiglia di valutare le scorte rimaste ed eventualmente integrare con candito la famiglia. In questo periodo di inizio sviluppo la richiesta di alimentazione è sempre maggiore a causa della necessita' di mantenere una temperatura ben superiore a quella necessaria per svernare. Non meno importante sarebbe opportuno approfittare di qualche bella giornata in cui…

dicembre

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Eccoci di nuovo, mi rifaccio vivo... Oggi voglio ricollegarmi al discorso della scorsa volta a proposito del trattamento posticipato con apibioxal, che ho poi eseguito qualche settimana dopo il mio ultimo post. In effetti l’apicoltore ha il tempo di eseguirlo per tutto il periodo di assenza covata purchè la temperatura della giornata ce lo permetta e la famiglia sia in movimento, perciò abbastanza larga per ricevere un trattamento il più omogeneo possibile. Un'attenzione particolare ai ritardatari, ai quali consiglio un intervento in tempi brevi e già che apriamo l'arnia approfittiamo per constatare in che condizioni si trovi il telaino laterale: se vuoto di api e di miele, logicamente occorrerà stringere la famiglia. A questo punto del discorso mi viene in mente l’usanza adottata da qualche professionista, sentita anni fa, per quanto riguarda l’alimentazione della famiglia in questo periodo: preparano in anticipo un telaino di miele, scaldandolo vicino a una fonte di …

Novembre

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Questo autunno ormai iniziato alterna periodi freddi e ventosi a giornate soleggiate e tiepide come quella di ieri, che sono l’ideale per svolgere il lavoro di invernamento finale dopo le passate visite. Questo lavoro richiede un'attenzione e valutazione particolari dato che, una volta chiusa, la famiglia passerà tutto l’inverno senza essere disturbata; al limite, se sarà il caso, verrà alimentata. Dato ormai che le temperature sono vicine allo zero e durante il giorno la temperatura mite dura qualche ora, credo di poter consigliare di non fare più affidamento al telaino di miele oltre il diaframma per l’alimentazione, ma utilizzare al bisogno il panetto di candito o lo sciroppo (concentrato in proporzione 2:1): così faccio anche io. Oggi voglio raccontarvi una cosa che quest’anno sperimento per la prima volta in questo periodo di invernamento. L’dea è nata dopo un incontro tenuto un paio di settimane fa dall’associazione “ape carnica”, in particolare dalla relazione fatta da …

Autunno

Cari allevatori e allevatrici di api, è ormai passato un mese dall'ultima volta che ci siamo sentiti. Questo periodo dell'anno è infatti meno impegnativo per quanto riguarda le attività in apiario e ci si può dedicare a tutte le attività di contorno, quali ad esempio riparazione e manutenzione delle arnie, invasettamento dell'ultimo miele raccolto, rilettura del prezioso diario che contiene le annotazioni fatte di giorno in giorno nella stagione appena passata. Poi c'è chi, come me, effettua la riduzione della famiglie tramite il travaso in arniette più piccole. Un aspetto fondamentale che condiziona lo stato sanitario dell'intera colonia è quello nutrizionale: con le attuali metodologie di agricoltura moderna a monoculture, al giorno d’oggi nel nostro territorio scarseggiano soprattutto le risorse di polline, elemento importantissimo per lo sviluppo ghiandolare di larve e api giovani, e la presenza di fioriture tardive che possano assicurare un'adeguata scor…

Aster

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Con il post di oggi voglio ritornare al discorso di simbiosi tra ape e fiori: credo che in natura nulla sia a caso in questo rapporto di dipendenza. Questo per evidenziare che in questo periodo di fine estate le nostre api hanno ancora bisogno di proteine per il loro sviluppo e soprattutto per la covata importante di fine estate e autunnale. Dunque il mio discorso si collega a una fioritura quale è l’aster (settembrino). L’aster è una pianta perenne rustica dal fiore a forma di margherita e da diverse specie e colori. Quella che interessa da vicino l’apicoltore sono della specie autunnale, chiamati settembrini. E’ una pianta che predilige il sole, resiste ai periodi siccitosi accontentandosi di poca acqua, sopporta bene i nostri inverni, si propaga bene da sola o col nostro intervento, per separazione dei cespi. Cresce bene in qualsiasi terreno, la concimazione è organica e viene fatta in primavera per una buona ripresa vegetativa. Questo fiore è stato una delle prime piante che h…

Pre-invernamento

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Cari amici e amiche della api, ecco che ci ritroviamo dopo la lunga pausa estiva, che spero abbia portato molta gente a trascorrere delle piacevoli e serene vacanze, tranne noi apicoltori, che abbiamo dovuto restare vicini alle nostre api per portare avanti tutte le cure e i trattamenti di cui abbiamo parlato nei precedenti post. Tutto questo si spera con il totale appoggio delle relative mogli o mariti!! Entrando nel vivo dell’argomento di questo post iniziamo a parlare di come, una volta finito il trattamento ApiBioxal, e presa visione della effettiva riduzione al minimo del “problema varroa”, per l’apicoltore è il momento di visitare la famiglia, valutando i vari aspetti necessari in questa fase. E’ questa la prima visita di pre-invernamento, momento fondamentale di inizio per la prossima stagione. I primi interventi da eseguire siano sempre quelli raccomandati dai nostri esperti dottori apistici. Il primo, ribadito dal Dott. “G”, è di mettere in atto da questo momento le 3 reg…